Uno spazio di confronto sulla medicina con notizie, opinioni e commenti

Notiziario dell'Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Brescia – aut. Tribunale di Brescia n. 195/1962

Essere medici oggi: il parere dei giovani medici 1. La scelta

Abbiamo chiesto a un gruppo di giovani medici di raccontarci motivazioni, problemi e prospettive del loro percorso professionale, rispondendo ad alcune nostre domande.

Vi proponiamo in anteprima una sintesi delle loro risposte, che proporremo on line a cadenza settimanale, suddivise per argomenti tematici. La versione integrale dei contributi sarà pubblicata sulla prossima edizione cartacea di Brescia Medica.

Quali i motivi, le ragioni che ti hanno spinto a scegliere la professione di medico? (quale importanza hanno i motivi umanitari? Gli aspetti economici? Il ruolo sociale? Il prestigio e il riconoscimento sociale? L’interesse per la relazione personale?)

«Penso che la risposta a cosa mi abbia spinto a scegliere la professione medica sia da ricercare nella propensione ad aiutare il prossimo che mi è sempre appartenuta, probabilmente scaturita dalla mia educazione familiare». (Sara Rocchi, specializzanda in Geriatria)

«Ho scelto di tentare ad accedere alla facoltà di Medicina perché mi affascinava la professione; certo, non avevo bene chiaro in testa cosa comportasse, però lo volevo. Le sfide personali mi piacevano e mi piacciono e questo è stato un ulteriore stimolo a mettermi alla prova. Sebbene l’aspetto umanitario della professione sia sempre presente non ne sono mai stato completamente sopraffatto: ritengo infatti che, al giorno d’oggi, fare il medico non debba essere considerato una vera e propria missione ma una professione a tutti gli effetti, sebbene con necessari aspetti etico morali dai quali non si deve prescindere. L’aspetto sociale della professione e il suo fantomatico prestigio gratificano, certo, ma non hanno mai influito, se non in una infinitesima parte, nella scelta del percorso. Quando si parla di professionisti non si può certo non parlare di remunerazione: aspetto che non ho mai considerato come scopo finale della mia professione quanto una gratificazione della bontà del lavoro svolto». (Federico Bozzi, specialista in Ortopedia)

«Fin da bambina ho sempre sognato di fare il medico. Ho pensato spesso da dove sia nata questa passione non avendo in famiglia nessun medico e quindi esempi a cui ispirarmi. Penso sia stata l’ammirazione per la mia pediatra di famiglia. Quando andavo in visita da lei non avevo paura, anzi ero attratta da quel mondo fatto di strani strumenti diagnostici e soprattutto dal rapporto che si era creato con lei.

Crescendo ho capito anche che avevo una predisposizione personale ad aiutare gli altri. Solo successivamente ho capito che la scelta di diventare medico, oltre a gratificarmi personalmente, aveva una serie di risvolti a cui non avevo pensato prima, per esempio quello economico e occupazionale. Una volta laureata mi sono resa conto di quanto la mia figura professionale fosse richiesta sul mercato del lavoro a differenza di quella di altri miei amici laureati in altre discipline con difficoltà a trovare un’occupazione. Il giorno della laurea mi ricordo la soddisfazione di aver detto ce l’ho fatta, sono diventata quello che volevo essere e, sicuramente, la consapevolezza di aver preso un posto importante nella società». (Federica Zanotti, medico di Medicina Generale)

«Ancora oggi l’aspetto che maggiormente mi appaga è quello umano, ovvero la relazione con i pazienti e il riconoscimento che arriva da loro. Purtroppo, spesso questo non basta e non può bastare. La dignità di una persona nel proprio lavoro è fondamentale, qualsiasi lavoro si faccia. Spesso lo si dimentica perché facciamo un lavoro che per sua natura è davvero un privilegio, senza dubbio, ma è pur sempre un lavoro, non una missione, e nel lavoro tutti hanno diritto di poter esercitare con dignità. Nel tempo ho raggiunto maggior consapevolezza e penso che questo abbia reso le mie scelte più mature e meno romanzate, proprio come avviene in una relazione che, per essere sana, ha bisogno che una persona prenda coscienza dei propri diritti. Non è un paragone azzardato, per noi tutti Medicina rappresenta la relazione più importante di tutte, quella su cui abbiamo investito maggiormente nel corso della nostra vita». (Sara Cherri, specialista in Oncologia)

«Quella di diventare medico è stata un’idea nata negli anni del liceo; ricordo chiaramente il momento in cui, leggendo il libro “Pappagalli Verdi” di Gino Strada, ho capito che quella sarebbe stata la mia strada. All’epoca la mia idea era quella di fare qualcosa di utile per gli altri, intraprendere una professione che mi permettesse di aiutare le persone; sicuramente era un pensiero molto idealizzato, ma questo primo slancio mi ha permesso di affrontare il percorso universitario con una motivazione capace di spronarmi anche nei momenti difficili.

Sicuramente anche l’idea di un futuro lavoro che mi permettesse di essere economicamente indipendente ha giocato un ruolo nella mia scelta, ma quella economica non è stata la motivazione principale delle mie decisioni». (Giulia Zambolin, specialista in Malattie Infettive)

«La scelta di fare il medico è nata principalmente dall’averne respirato in casa già da bambina il significato più profondo: mio padre era medico di Medicina Generale ed il suo essere medico si toccava con mano quotidianamente tra uscite di casa improvvise, telefonate a qualsiasi ora del giorno, consulenze “al volo” durante una normale passeggiata in paese.

Nonostante l’impegno costante trasparivano la passione e la dedizione per i pazienti e questa missione (che non definirei una professione) tanto da generare in me il desiderio di intraprendere il medesimo percorso.

Oltre a questa esperienza personale, ritengo che tutte le persone che lavorano in ambienti di cura svolgano questa missione per ricercare loro stessi una cura: l’aiutare il prossimo, il sentirsi utile, il sapere che qualcuno sta bene grazie a te e alle tue competenze». (Valentina Romano, specialista in Geriatria)

1. continua

5 2 voti
Valutazione articolo
Iscriviti
Notificami
inserisci il tuo indirizzo e-mail

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

0 Commenti
Inline Feedbacks
Visualizza tutti i commenti

Altri Articoli

Intervista

Al ritmo del cervello

Alberto Benussi, neurologo e ricercatore UniBs, studia nuove metodiche non invasive per sfidare Alzheimer e demenze

Continua a leggere »
Editoriale

Out of pocket

Per mantenere un Servizio Sanitario Nazionale all’altezza della sua tradizione è necessario mettersi in ascolto degli uomini e delle donne che vi lavorano

Continua a leggere »
Casi clinici

Il valore della memoria

Casi clinici/ E’ stato testimone delle tappe più importanti della comunità: la storia di Giuseppe che ricorda la Spoon River di chi non c’è più

Continua a leggere »
Primo Piano

Nodi da sciogliere

La revoca della sospensione dei medici non vaccinati impone una riflessione deontologica importante. Insieme ad un’analisi dei nodi da sciogliere per il futuro.

Continua a leggere »
Casi clinici

Le visite notturne

Casi clinici/ Un uomo anziano e religiosissimo, una confidenza sventurata, il ricovero in ospedale. La ripresa dell’autonomia che passa dalla riscoperta di una complicità perduta.

Continua a leggere »
Editoriale

Si può morire di vecchiaia?

Sulla base del certificato ufficiale di morte, la Regina Elisabetta II sarebbe morta di vecchiaia. Ma esiste la morte per “vecchiaia”? E l’età è di per sé una malattia?

Continua a leggere »
Casi clinici

La figlia di Forlì

Casi clinici/ Una coppia anziana, una figlia lontana e una vicina, il delicato lavoro di composizione del medico. Perché per dare “buoni consigli” bisogna guadagnare i titoli sul campo della quotidianità.

Continua a leggere »
Recensione

Libri/ Racconti psichiatrici

Dei folli, gli psicotici, i matti non si parla più molto. L’esordio letterario di due psichiatri prova a raccontare questo mondo, affidandosi all’intensità degli epigrammi e ad un medical thriller.

Continua a leggere »
Primo Piano

Le “altre” pandemie

Sars-CoV-2 e non solo: le altre pandemie non infettive contribuiscono a distogliere lo sguardo. La guerra, il cambiamento climatico, la crisi di governo. Come sarà l’autunno con tante incertezze all’orizzonte?

Continua a leggere »
Editoriale

Il ruolo sociale del medico

Nonostante i progressi terapeutici e le straordinarie conquiste in campo medico, l’insoddisfazione dei pazienti (ma anche dei medici) è molto aumentata. Analizzarla è il primo passo verso possibili soluzioni.

Continua a leggere »
Primo Piano

Tempi difficili

L’editoriale del direttore Balestrieri analizza il periodo attuale segnato da pandemia, guerra e cambiamenti climatici, alla riscoperta di un senso più autentico della professione medica.

Continua a leggere »
Intervista

La parola è un farmaco

Fausto Manara, psichiatra e psicoterapeuta, innovatore nelle cure per i disturbi del comportamento alimentare, analizza il malessere di un presente inquieto. «Il punto vero è la difficoltà ad avere consapevolezza di chi siamo e quanto valiamo».

Continua a leggere »
Casi clinici

I luoghi della memoria

Casi clinici/ Un incontro inatteso nel silenzio del cimitero riporta alla luce un passato lontano. Alla ricerca di un senso, anche quando i ricordi sembrano svanire.

Continua a leggere »
Primo Piano

Il tempo triste di un mestiere bellissimo

Un sabato mattina d’estate, aspettando di andare al mare. Un improvviso malore e la corsa in Pronto soccorso, scenario di momenti relazionali su cui si misura la vera qualità del medico. Con un ringraziamento postumo, affidato a una cartolina da Rimini.

Continua a leggere »
Casi clinici

Preghiera a Gesù

Casi clinici/ Un lungo matrimonio, una storia esemplare di amore coniugale, che non arretra di fronte alla fatica di vivere. E una preghiera da recitare insieme, tutte le sere.

Continua a leggere »
Casi clinici

La morte della signora Norma

Casi clinici/ Un’anziana sola raccontata dallo sguardo dei sanitari che devono decidere per lei la migliore destinazione, provando a immaginarne la storia e i desideri.

Continua a leggere »
Primo Piano

Il lago dei cigni

Guerra e pandemia, i due cigni neri che hanno messo in crisi le nostre certezze. Per mettere a fuoco le coordinate del futuro l’Ordine lancia un sondaggio on line riservato ai medici bresciani.

Continua a leggere »
Casi clinici

Cibo e demenza

Casi clinici/ Dal cotechino ai cavoli, dal cuscus allo zenzero: il valore dell’alimentazione e il giro del mondo in tavola di un’anziana nell’avvicendamento delle badanti

Continua a leggere »
bambola di pezza
Casi clinici

La suora e la bambola

L’ho incontrata per la prima volta sei mesi fa; mi è stata portata dalle consorelle per un’anormale inquietudine, un comportamento “sopra le righe”. Ottant’anni, è in convento dall’età di dodici.

Continua a leggere »
la città in guerra brucia colpita da un attacco nucleare
Primo Piano

L’ultima epidemia

La guerra nel cuore dell’Europa riporta l’attenzione sulla minaccia nucleare, che potrebbe mettere in pericolo la civiltà umana: l’appello dei medici russi e ucraini aderenti a IPPNW

Continua a leggere »
Casi clinici

Abbandoni

Casi clinici/ “Per una donna ci sono alcuni punti fermi irrinunciabili”. Quegli abbandoni che diventano fattori di rischio della vecchiaia.

Continua a leggere »
0
Lascia un commentox