Alberto, mio marito,
Nella vita ha svolto la sua attività di ortopedico prima presso l’ospedale di Esine, per poi trasferirsi nel 2000 all’ospedale di Montichiari per essere più vicino a noi, la sua famiglia.
La sua cultura eclettica, che spaziava dalle scienze alla storia, lo ha portato a scrivere saggi relativi al suo lavoro, ma anche a coltivare molte passioni diverse tra loro: dal modellismo ai viaggi, dallo sport all’araldica, fino al disegno e al dipinto.
Sono innamorata di mio marito ma soprattutto sono innamorata della sua intelligenza: mi piaceva parlare con lui, ascoltarlo ed imparare ciò che aveva avuto modo di apprendere e approfondire.
Con i nostri figli era affettuoso e coccolone, ma sapeva essere severo e autorevole.
Nell’incipit di una delle sue pubblicazioni ha scritto “in fondo al tunnel, una luce”. E dopo una vita passata attraverso esperienze di felicità, di dolore e di amore, dopo aver compiuto un percorso di conversione, ci ha insegnato con il suo esempio che la vita è sempre degna di essere vissuta fino in fondo. L’ha fatto senza mai dare segnali di insofferenza, anzi col sorriso.
Fino a quando, in fondo al tunnel, una Luce.
dott.ssa Palmira Facchi
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Quando ho aperto quella finestra e ti ho trovato a terra, senza saperlo stavo aprendo una finestra su quello che è stato il nostro presente fino a oggi.
Anni difficili e intensi, vissuti con il pensiero costante alle tue fragilità e ai tuoi bisogni, ma senza mai percepirli come un sacrificio — solo scelte che abbiamo voluto fare, con amore.
A modo tuo, mi hai insegnato il valore della Responsabilità, specialmente in ambito familiare. Ma non è stato l’unico insegnamento: da te ho imparato quanto l’Ironia, col giusto dosaggio, possa aiutare a saldare legami che non fiorirebbero mai se annaffiati soltanto con serietà e formalismo.
Mi hai trasmesso anche l’importanza delle Passioni: molte delle tue sono diventate le mie, le nostre. Sono diventate questioni di famiglia, un collante che ci ha tenuti uniti e ci ha regalato momenti di leggerezza, di evasione dalla ripetitività della quotidianità. Quando le vivrò, ti penserò.
Si dice che diventare adulti significhi rendersi conto di essere simili ai propri genitori.
E io mi auguro davvero che sia così, perché con Voi ho avuto un esempio meraviglioso.
Enrico Landi
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