Per ricordare alla comunità medica bresciana la figura di mio fratello Cristiano, ho pensato di rendergli l’onore che merita riportando la memoria inviata dal collega ed amico Dr. Marco Lirici al MITAT (MInimal Invasive Therapy & Allied Technologies)
Egli ripercorre la sua intensissima carriera in maniera dettagliata e precisa in uno degli istituti scientifici più prestigiosi nel panorama chirurgico mondiale.
Premetto solo queste poche righe per ricordare la sua straordinaria persona come fratello: ci ha insegnato il suo amore smisurato per la vita che lo incuriosiva in tutti i suoi aspetti e che affrontava con entusiasmo contagioso! Non si è mai risparmiato per aiutare chiunque gli si rivolgesse e non solo per problemi di salute, ha avuto parole di consolazione e di affetto ovunque avvertisse sofferenza e dolore accompagnandole con gesti concreti di aiuto. Ha affrontato la vita e le sue difficoltà con coraggio, volontà e tenacia. Ha amato la nostra grande e vivace famiglia dove ha riversato la sua irrequietezza, la sua voglia di esplorare l’ignoto, le sue passioni portando allegria, gioia di vivere, coinvolgimento di tutti ed ha reso onore al nostro papà rimasto solo al mondo in giovanissima età per la cattiveria e stupidita umana. A chi gli diceva che lui era un genio rispondeva sempre con umiltà e un po’ stizzito, di non essere affatto un genio ma un uomo che si impegna per dare il meglio di sè in ogni circostanza e verso chiunque anche quando si è stanchi. Il suo mantra era: “before tomorrow”. Ma, cito il suo caro amico Amram Ayalon: “this time, unfortunately, “somebody” listened to him”.
E’ stato un uomo buono, un “Giusto”.
Riporto infine le parole di un altro caro collega ed amico A.R.: “Leggo che se ne è andato a settantaquattro anni, non fatevi ingannare dalla stupida misura del tempo degli esseri umani, ha vissuto almeno duecento dei nostri anni, cercate di imitarlo”.
Ciao caro Cris, la tua mancanza pesa su di noi come un macigno!
Tua sorella Micaela
MINIMALLY INVASIVE THERAPY & ALLIED TECHNOLOGIES
https://doi.org/10.1080/13645706.2024.2409268
OBITUARY
In memoriam: Cristiano Germano Sigismondo Huscher (1950–2024).
Cristiano GS Huscher è tragicamente scomparso il 5 agosto 2024. La sua morte lascia un grande vuoto all’interno della comunità chirurgica mondiale. Nato a Bergamo, Italia, il 2 agosto 1950, ha vissuto una vita privata e professionale incredibilmente intensa.
Il Dr. Huscher si è laureato in Medicina con magna cum laude all’Università di Padova nel 1975. Ha ottenuto la specializzazione in Chirurgia Generale nel 1981, dopo aver completato la sua formazione presso l’Ospedale Sant’Orsola Fatebenefratelli di Brescia e l’Ospedale San Raffaele Arcangelo Fatebenefratelli di Venezia. Nell’aprile 1977, è stato chiamato al servizio comunitario, che ha svolto come chirurgo presso l’Ospedale Fatebenefratelli in Togo fino al luglio 1978. Successivamente, ha ottenuto la specializzazione in Chirurgia Toracica nel 1986 e in Chirurgia Digestiva ed Endoscopia nel 1992. Tra il 1991 e il 2022, ha ricoperto il ruolo di Direttore dei Dipartimenti di Chirurgia Generale e/o Chirurgia Toracica in diversi ospedali prestigiosi in Italia: l’Ospedale di Vallecamonica a Esine, l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, l’Ospedale San Giovanni Addolorata di Roma, l’Ospedale San Carlo Borromeo di Milano, l’Ospedale Accademico Veneziale di Isernia, gli Ospedali del Gruppo Malzoni di Salerno e Agropoli, l’Ospedale Rummo di Benevento e il Policlinico di Abano a Padova. Recentemente, il Dr. Huscher era stato nominato consulente presso l’Ospedale Cobellis di Vallo della Lucania, dove ha guidato l’Unità di Chirurgia Robotica e Minimamente Invasiva fino alla sua morte.
Nel 1999, il Dr. Huscher ha introdotto i Surgical Grand Rounds nei Dipartimenti di Chirurgia che dirigeva; erano chiamati ‘Una Giornata con…’ e si tenevano trimestralmente. Alcuni tra i chirurghi più riconosciuti al mondo sono stati invitati a parlare in queste occasioni; tra questi, ricordo Leslie Blumgart, Marcus Buchler, John Cameron, Michael Kendrich, Antonio Lacy, Joel Leroy, Jacques Marescaux, John Marks, Enrique Moreno Gonzales, Carlos Pellegrini.
Nel 2007, è stato nominato Professore di Chirurgia presso la Scuola di Medicina dell’Università del Molise. Nel 2004, è stato Presidente della Sezione Clinica della 16a Conferenza Annuale di iSMIT — la nostra società — tenutasi a Roma insieme al 6° Workshop Internazionale di Chirurgia Laparoscopica Avanzata e Oncologica. I Workshop Internazionali di Chirurgia Laparoscopica Avanzata e Oncologica, che ha organizzato e presieduto a Roma all’inizio di dicembre, sono stati per molti anni un evento imperdibile nel panorama delle conferenze scientifiche italiane: un punto d’incontro per condividere idee e proposte, con la partecipazione di alcuni dei chirurghi più illustri di tutto il mondo.
Membro della Società Italiana di Chirurgia (SIC), dell’Associazione Chirurghi Ospedalieri Italiani (ACOI), della Società Italiana di Chirurgia Endoscopica (SICE) e dell’American College of Surgeons (ACS), nel 2002 gli è stato conferito il titolo di Honorary Fellow del Royal College of Surgeons of Great Britain and Ireland (FRCS Eng) e nel 2013 è stato insignito della Membership Onoraria della Società Polacca di Chirurgia.
Negli ultimi 30 anni, Cristiano Huscher è stato uno dei migliori chirurghi in Italia e il principale chirurgo nel campo della chirurgia minimamente invasiva avanzata, pionierizzando e standardizzando diverse procedure, tra cui le resezioni gastriche laparoscopiche per il cancro, le resezioni laparoscopiche del colon-retto, la duodeno-pancreasectomia laparoscopica, la chirurgia epatica laparoscopica e la tiroidectomia minimamente invasiva. Con ogni probabilità, il trial randomizzato su gastrectomia subtotale laparoscopica versus gastrectomia aperta per il cancro gastrico distale, pubblicato sugli *Annals of Surgery* nel 2005, è stato uno studio chiave che ha portato all’adozione dell’approccio laparoscopico nella chirurgia del cancro gastrico in molti paesi occidentali e orientali.
Ha scritto o curato tre libri di testo incentrati sulla chirurgia laparoscopica del colon-retto, dello stomaco e del pancreas, tutti con contenuti audiovisivi; come primo autore o coautore, ha scritto circa 250 articoli, inclusi capitoli di libri, articoli originali ed editoriali; ha inoltre tenuto oltre 500 conferenze in congressi chirurgici e medici in tutto il mondo. All’inizio degli anni ’90, ha eseguito e pubblicato la prima resezione epatica laparoscopica per carcinoma epatocellulare in pazienti cirrotici e la prima tiroidectomia endoscopica.
Nel corso della sua carriera professionale, ha formato numerosi chirurghi, contribuendo in modo significativo alla diffusione delle pratiche di chirurgia minimamente invasiva in Italia e all’estero, eseguendo centinaia di interventi in diretta e instaurando profondi rapporti di collaborazione con chirurghi, centri di eccellenza, istituzioni accademiche e centri di formazione in tutto il mondo. Tra queste collaborazioni, menziono quella di lunga durata con IRCAD e Jacques Marescaux, iniziata nel 1993 e proseguita fino al 2016. Durante questo periodo, è stato membro della facoltà della maggior parte dei corsi di chirurgia laparoscopica avanzata e chirurgia laparoscopica del colon-retto e, come professore invitato presso l’Università di Strasburgo, ha eseguito oltre 50 interventi chirurgici in diretta, tra cui resezioni laparoscopiche del colon-retto, resezioni epatiche laparoscopiche, gastrectomie laparoscopiche e pancreatico-digiunostomie laparoscopiche.
Tra i numerosi workshop, corsi di formazione e masterclass di chirurgia laparoscopica che ha organizzato e condotto, cito i Corsi di Chirurgia Laparoscopica Avanzata su Cadaveri, tenutisi dal 2016 al 2018 in collaborazione con l’Istituto di Anatomia Umana dell’Università di Padova, dove i tirocinanti potevano eseguire interventi chirurgici su cadaveri, simulando l’ambiente anatomico reale, con persino i vasi che sanguinavano quando danneggiati.
Tra il 2001 e il 2015, è stato invitato da numerose istituzioni, società e ospedali di rilievo in tutto il mondo, tra cui il King’s College Hospital di Londra, il Yeovil District Hospital nel Somerset, Regno Unito; il Southmed Hospital di Bristol, Regno Unito; il Berkshire Independent e il Royal Berkshire and Battle Hospital di Reading, Regno Unito; l’Hospital Universitario Virgen Macarena di Siviglia, Spagna; l’Hospital Croix Rousse di Lione, Francia; l’Hospital Santa Rita di Porto Alegre, Brasile; il Taiwan Asian Institute of Telesurgery di Taipei, Taiwan; l’Hospital de Cancer de Barretos a Rebeiro de Preto, San Paolo, Brasile; il Centro di Ricerca sul Cancro NN Blokhin di Mosca, Russia; il Centro Clinico Universitario di Tuzla, Bosnia-Erzegovina; e l’Associazione dei Chirurghi Endoscopici di Gran Bretagna e Irlanda.
Durante la sua permanenza in questi istituti, ha eseguito interventi laparoscopici avanzati, tra cui resezioni epatiche e splenectomie laparoscopiche, resezioni laparoscopiche del colon-retto, fundoplicazioni e gastrectomie. Durante la sua carriera professionale, oltre alla chirurgia, ha eseguito oltre 16.000 endoscopie diagnostiche, oltre 600 procedure endoscopiche interventistiche, oltre 14.000 ecografie diagnostiche e oltre 1.500 manometrie e pH-metrie. Ha eseguito più di 30.000 interventi chirurgici, salvando molte vite e dando nuove speranze a pazienti considerati senza speranza dalla maggior parte dei medici.
Amava le arti performative, era un grande conoscitore di musica classica e storia della musica, e un appassionato di vecchi dischi in vinile, giradischi rari e amplificatori a valvole. Egli stesso era un fine pianista e si dilettava a suonare l’armonica nei suoi momenti liberi.
Soprattutto, Cristiano Huscher era un uomo generoso e coraggioso, un uomo di pensiero positivo, con una forza straordinaria, probabilmente la sua caratteristica principale, un instancabile lavoratore e un chirurgo le cui abilità chirurgiche erano ammirate da chiunque lo osservasse operare. La sua presenza a qualsiasi conferenza chirurgica in Italia era sempre al centro del programma scientifico. Era un uomo legato alla famiglia d’origine, alla famiglia che aveva formato con la sua prima moglie e la sua ultima compagna di vita. Ma, cosa più importante, era un padre inestimabile per sua figlia e i suoi tre figli.
La comunità scientifica mondiale sentirà la mancanza di quest’uomo, e io piango un amato maestro, mentore e amico.
Marco Lirici
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