È singolare che nello stesso anno e a distanza di poco siano scomparsi i due principali fondatori dell’Università statale di Brescia, Attilio Gastaldi e Augusto Preti.
Il Professor Gastaldi, ordinario di Ostetricia e Ginecologia dell’Università di Milano, fu chiamato alla funzione di Presidente del Comitato Tecnico Amministrativo dell’Università di Brescia, istituita il 14 Agosto del 1982, di fatto primo Rettore della nuova Università.
Del resto, l’area Ostetrico-ginecologica ha giocato un ruolo importante nella storia dell’Università di Brescia e della sua Scuola Medica. Infatti, la Scuola Autonoma di Ostetricia dell’Università di Milano iniziò a Brescia, presso gli Spedali Civili, nel lontano 1955. Fu il primo riconoscimento universitario in Medicina a Brescia.
Al Professor Gaetano Dossena seguirono il Professor G.B. Candiani e, nel 1964, il professor Attilio Gastaldi. Era nato a Torino il 2 maggio 1924. Figlio di Carlo, Rettore dell’Università di Sassari dal 1935 al 1943, docente di Chimica Farmaceutica e tossicologica.
Iniziò la carriera al San Matteo di Pavia, nella prestigiosa Scuola Pavese diretta dal prof. Mario Massazza, che poi seguì a Milano alla Clinica Mangiagalli.
Fu chiamato a Brescia a soli 40 anni, responsabile di una Divisione di più di 250 letti.
Nel 1971, grazie all’istituzione dell’EULO (Ente Universitario Lombardia Orientale), si tennero i primi corsi di Clinica Ostetrica e Ginecologica, affidati al Prof. Gastaldi, Titolare della 3^ Cattedra dell’Università di Milano.
Profondo innovatore, che sapeva cogliere il nuovo e lo sapeva tradurre in azione clinica. Il fatto straordinario era che non si avvertiva mai la differenza tra universitari e ospedalieri, in una armonia rara da reperire nel nostro Paese.
Fu tra i primissimi a comprendere il valore della cardiotocografia in sala parto e a termine dì gravidanza (il monitoraggio del battito cardiaco fetale e il suo rapporto con le contrazioni uterine), il cui utilizzo avrebbe rivoluzionato la condotta del travaglio di parto. Eravamo nel 1971 e mandò un suo collaboratore in California, a San Diego, per visionare la nuova apparecchiatura, che fu poi immediatamente acquisita dall’Ospedale Civile, inserendo un apposito programma di formazione per le ostetriche e introducendolo nell’insegnamento della Scuola di Ostetricia.
Fu un innovatore nella chirurgia vaginale e in quella radicale, rendendo Brescia un Centro di riferimento con pazienti che provenivano da tutta Italia.
Fece un accordo clinico con l’Istituto del Radio Olindo Alberti, allora diretto dal prof. Mauro Piemonte, istituendo le cosiddette “Visite congiunte”. Le pazienti oncologiche venivano valutate congiuntamente dai ginecologi e dai radioterapisti, onde proporre la migliore terapia personalizzata. Eravamo nel 1965, almeno trent’anni prima che la discussione collegiale interpecialistica del caso clinico divenisse una pratica universale.
Fu tra i primissimi, grazie anche al grande lavoro dell’anatomopatologo prof. Zorzi, a incentivare la prevenzione dei tumori del collo dell’Utero e dell’endometrio, istituendo un apposito Centro nel 1967, dotato di personale medico e infermieristico.
Comprese l’importanza di ampliare l’attività ambulatoriale del sistema sanitario ancora negli anni ‘60, istituendo anche i primi ambulatori super-specialistici. Non permetteva che le liste di attesa superassero la settimana!
Fece parte della Commissione Regionale per l’istituzione dei Consultori familiari (1975), e immediatamente mandò tutti i medici della Divisione ad operare nei Consultori istituti dal Comune di Brescia. “Dobbiamo sempre essere vicini alle donne del Territorio” continuava sempre a dire ai suoi collaboratori. Applicò con grande attenzione e rispetto la legge 194 del 1978, dopo essersi adoperato con il collega nefrologo Rosario Majorca ad applicare un protocollo per salvare molte donne allora vittime di pratiche abortive.
Molto intensi i collegamenti internazionali, che hanno permesso collaborazioni e ricerche con alcuni tra i più prestigiosi Centri al mondo, e hanno aperto la strada a numerosissimi soggiorni di studio e ricerca sia ai giovani in formazione, sia ai professionisti senior; alcuni suoi collaboratori, primo fra tutti il Professor Umberto Bianchi, e molti allievi ebbero la possibilità di trascorrere lunghi periodi di soggiorno in prestigiose istituzioni statunitensi ed europee. Memorabili furono i Corsi in collaborazione con l’Università della California Irvine, tenuti negli anni ‘80.
Sotto la sua guida, l’attività di ricerca è stata intensissima in tutte le branche della Specialità:
La medicina materno-fetale, con il primo trapianto al mondo in utero di midollo osseo paterno in un feto di 5 mesi affetto da immunodeficienza combinata grave e la nascita di un bimbo sano, grazie alle ricerche e all’intuito del Professor Alberto G. Ugazio, direttore della Clinica pediatrica, con cui collaborò intensamente alla costruzione di un “Prototipo” di Dipartimento Materno Infantile di stampo anglo-sassone. Piena integrazione delle specifiche competenze e perfetta condivisione delle attività comuni, quali la Sala Parto, la neonatologia e la terapia intensiva neonatale, la pediatria, le sale operatorie, il pronto soccorso ostetrico-ginecologico, la chirurgia pediatrica.
L’utilizzo del laser per coagulare le anastomosi vascolari presenti sulla superficie della placenta ed evitare la sindrome da trasfusione feto-fetale.
Ricerche sulle patologie autoimmuni e relative indicazioni terapeutiche, in collaborazione con l’immunologia clinica e reumatologia.
Ricerche sulla poli-abortività e sull’ipertensione in gravidanza.
La gestione con le malattie infettive dirette dal Professor Giampiero Carosi, recentemente scomparso, delle problematiche delle gravidanze e gestione dei bimbi di madri HIV positive, con la nascita del primo bimbo in Italia da madre positiva.
L’oncologia ginecologica, con ricerche di laboratorio, grazie alla attiva partecipazione del Centro di Medicina Molecolare “Angelo Nocivelli” e ricerche cliniche innovative sul trattamento chirurgico e medico dei tumori ginecologici e con studi di Fase I-III di nuovi farmaci antineoplastici, con un Centro riconosciuto dall’FDA americana.
L’Endocrinologia Ginecologica, con ricerche originali nel campo delle amenorree ipotalamiche funzionali e sul quadro endocrino della post-menopausa.
Il Centro per lo studio e il trattamento dell’Infertilità, con un laboratorio dedicato.
La sua attività didattica fu molto intensa e sono stati migliaia gli studenti frequentatori dei suoi corsi e gli specializzandi e le ostetriche usciti dalla Scuola.
Fu tra i Fondatori della Fondazione Camillo Golgi (di cui è stato Presidente) nata nel 1987 con il proposito di promuovere a Brescia la ricerca applicata alla medicina materno-infantile.
Fu socio per più di cinquant’anni del Rotary Club Brescia, con importanti contributi di service.
Va riconosciuta al Maestro la grande capacità di ascoltare le idee dei suoi collaboratori e di permettere loro di svilupparle. Una qualità non da poco, soprattutto in un periodo storico, gli anni Sessanta e Settanta, in cui l’organizzazione all’interno di un reparto ospedaliero era molto più verticistica di quanto non lo sia oggi.
Recentemente, in occasione dei suoi 100 anni, alla domanda “Quali i momenti più belli della sua carriera?” rispose senza esitare “L’assistenza al parto; di notte o nel fine settimana non mi è mai pesato correre in reparto. Ogni parto una emozione straordinaria!”
Quando andò in pensione fu definito “il padre di 120.000 bambini”, tanti furono i nati durante la sua attività bresciana.
E non è un caso che pochi giorni prima di morire, già compiuti i 101 anni, confidasse che da qualche tempo sognava ripetutamente un parto e si riconoscesse nel neonato….
Numerosi i riconoscimenti ricevuti durante la sua lunga carriera professionale. Due legati alla Città che lo ha visto protagonista della storia medica e sociale:
Il Golgi Medal Award, nel 2012 e il Premio alla Brescianità – Santi Faustino e Giovita, nel 2013.
Significativo il suo commento:
“Penso che sia stata veramente una fortuna per me approdare a Brescia“.
Il professor Attilio Gastaldi per Brescia è stato punto fondamentale per la cultura, la scienza, la clinica e il sociale. Ed io penso che sia stata veramente una fortuna per Brescia.
Grazie Professor Gastaldi!
Ai figli Gilda, Carlo e Giorgio, nostri Colleghi, le condoglianze più sentite da tutta la Comunità medica e sanitaria bresciana.
Prof. Sergio Pecorelli
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