Notiziario dell'Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Brescia – aut. Tribunale di Brescia n. 195/1962

Le sorelle Samantha

Abitava al quarto piano di un appartamento in una casa popolare di un comune della provincia. La richiesta di visita era stata sollecitata dalle assistenti sociali: “disturbi del comportamento con prevalente vocalizzazione in paziente con malattia di Alzheimer” (cioè: paziente ingovernabile, urla in continuazione, notte e giorno, esasperando i familiari e disturbando di vicini).

Arrivo in tarda mattinata, è inverno. Il figlio che mi riceve ha un’evidente disabilità intellettiva; mi accoglie in cucina, sul fornello una pentola di broccoli (già alla prima rampa di scale era facile intuire cosa bollisse in quella pentola). La stanza è un bagno turco, sui vetri delle finestre la condensa impedisce di guardare fuori e il tasso di umidità è talmente elevato da impregnare gli abiti in poco tempo.

La paziente, seduta al tavolo, ha più di 85 anni, è vestita di nero, capelli fini e grigi, unti e non pettinati, la pelle olivastra, è magra, il viso ha rughe profonde. Alle sue spalle una signora, certamente la badante. Come prima impressione dà l’idea di capire poco e non solo perché analfabeta, parla in dialetto stretto ed è sorda. Accanto a lei una figlia, Samantha.

È Samantha che mi racconta della madre. Nata in Sardegna, è venuta nel continente seguendo il primo marito, un balordo, dal quale ha avuto una figlia. Dal secondo marito, non meglio del primo, ha avuto due figli, femmina e maschio.

Vivono della pensione sociale e dell’indennità di accompagnamento di lei, della pensione sociale del figlio e dei supporti domiciliari dei servizi sociali del comune.

Samantha dice che la mamma soffre di “demenza senile” da almeno cinque anni, iniziata con stravaganze, inquietudine, ostilità e irascibilità; racconta che sin dall’inizio la gestione familiare è risultata difficile, tant’è che “Samantha ha dovuto chiedere il part-time per poter stare con la mamma”.

Lei, che abita al piano inferiore, assiste la madre al mattino e nel pomeriggio aiuta in un bar, mentre “Samantha, che vive col compagno a pochi chilometri, sta con la madre il resto della giornata”.

Non riesco a seguire, forse intorpidito dall’odore nauseabondo dei broccoli. Samantha racconta di sé e contemporaneamente di Samantha come fosse un’altra persona.

Non voglio fare figuracce, la lascio proseguire, ma ugualmente non comprendo (Samantha parla di Samantha in terza persona?).

Devo chiedere il perché, di aiutarmi a capire, non penso sia folle. Infatti non lo è e mi spiega che alla madre piaceva a tal punto il nome “Samantha” da darlo a entrambe le figlie, tanto, di padri diversi, avrebbero avuto diverso il cognome.

Loading

Una risposta

  1. Caso interessante: mi ha fatto pensare all’ipotesi che le strutture di personalità abbandoniche siano particolarmente a rischio di DS e tendano alla ripetizione per sentirsi al sicuro…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Altri Articoli

Casi clinici

Omicidi

Casi clinici/ A fine visita lascio uscire dalla camera colleghi e infermieri e mi siedo accanto al letto. Comincia a raccontarmi la sua vita.

Continua a leggere »
Casi clinici

Lei e lui

Casi clinici/ Con pazienti come loro devo stare attento, rischio di interessarmi più alle loro storie che alla cattiva digestione.

Continua a leggere »
Casi clinici

Buco

Casi clinici/ Si siede e non sembra malato. È vestito con cura, ha il tono di chi è abituato a parlare senza giri di parole.

Continua a leggere »
Casi clinici

Sapevo tutto

Casi clinici/ Erano una bella coppia, dice, sono stati sempre innamorati. L’incontro per un certificato di disabilità diventa spazio per confidenze inattese.

Continua a leggere »
Casi clinici

Fischio

Casi clinici/ Dopo un intervento alla gola per un tumore maligno, si era convinto che la sua vita fosse al termine. Aveva deciso di andare a morire in quello che considerava il paradiso: la Thailandia.

Continua a leggere »
mappa degli USA con stati blu e stati rossi
Articolo

We do care

La lettera al NEJM dei Minnesota Physicians Voices per proteggere i pazienti immigrati dalle violenze della milizia ICE.

Continua a leggere »
una sala d'aspetto con arredamento barocco
Casi clinici

Visita domiciliare

Casi clinici/ Un paziente in difficoltà, una casa magnifica e soffocante e una visita domiciliare che aiuta a instradare verso la terapia giusta.

Continua a leggere »
Casi clinici

Pietà in corsia

Casi clinici/ La più umile delle mansioni, svolta con pietosa destrezza, da un’operatrice che ha imparato a riconoscere chi non può aspettare.

Continua a leggere »
Casi clinici

Palo santo

Casi clinici/ Una paziente fuori dal comune e un ringraziamento speciale, in grado di scacciare la “mala energia”.

Continua a leggere »
Casi clinici

You had time

Casi clinici/ Quando il tempo per creare un nuovo legame si scontra con la fragilità di un equilibrio troppo precario.

Continua a leggere »
Casi clinici

Miserie maschili

Casi clinici/ Un fastidio che non passa, una scintilla che rimane accesa, e la difficoltà per il medico di ascoltare senza giudicare.

Continua a leggere »
Articolo

America oggi

Un messaggio di impegno civile dai “Doctors for America” per ribadire, in tempi difficili, i valori fondanti della professione.

Continua a leggere »
Casi clinici

Nuda

Casi clinici/ Una donna sola, povera e “matta”, con una profezia destinata ad avverarsi.

Continua a leggere »
Casi clinici

Mascara

Casi clinici/ La vanità umana e la caducità delle cose: spunti di riflessione dalla vita in corsia.

Continua a leggere »
Casi clinici

Incesto

Casi clinici/ Una forma rara di demenza che cambia il segno delle relazioni: quando un rapporto coniugale diventa puro maternage accudente.

Continua a leggere »
Casi clinici

Kukident e ictus

Casi clinici/ Una paziente di 87 anni, la necessità di un intervento di cardiochirurgia, gli interrogativi sui rischi. Con un risvolto finale inatteso.

Continua a leggere »