Notiziario dell'Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Brescia – aut. Tribunale di Brescia n. 195/1962

Miserie maschili

Entra in ambulatorio su una sedia a rotelle spinta da un volontario. Lo sguardo è vivace, rapido nel cogliere ogni dettaglio. Al saluto risponde con voce ferma e squillante. Non mi piace. Ha con sé una grande borsa, colma di documenti — troppi.

In queste condizioni, se non si è in grado di contenere immediatamente l’entità delle richieste la visita può prolungarsi indefinitamente, diventando inutile e controproducente. Evito che lo diventi dicendo, prima che inizi a parlare, un secco “Mi dica qual è il problema che l’ha portato qui, non ne voglio sapere più d’uno” e, poi, per stemperare l’istintiva durezza e lasciare aperto un indispensabile spazio di colloquio “solo medici straordinari sanno fare più cose contemporaneamente, e io non lo sono”. Deluso e spiazzato, finge di sorridere; il primo approccio fa prevedere un’improbabile intesa.

Ha 90 anni, è vedovo da venti, vive con una figlia e con l’aiuto dei vicini; dal pesante cappotto, siamo agli inizi dell’inverno, escono le maniche lerce di una tuta sportiva. Le mani e le unghie sono invece pulite, ben curate.

Chiedo se durante la visita voglia rimanere solo, ma non ritiene rilevante che chi l’accompagna esca dall’ambulatorio.

Mi parla del prurito, il suo prurito. Esordisce riferendo gli errori di un mio collega che, in assenza di riscontri diagnostici, gli ha prescritto una terapia antiscabbia. L’ha seguita con scrupolo, eppure il fastidio è rimasto. Persiste, immutato, impermeabile ai farmaci e al buon senso. Lo invito a precisare. Racconta di accessi non prevedibili di prurito localizzati ai genitali—anzi, al pene—che lo trascinano in uno stato di eccitazione che, confessa con finto imbarazzo, preferirebbe evitare: «Non ho più l’età, dottore».

Diventa esitante, per poco. Una volta alla settimana, puntualizza, arrivano le operatrici dell’assistenza domiciliare per l’igiene personale. «E sa, dottore… per lavare bisogna toccare. E io… io mi vergogno».

Non capisco bene cosa voglia dirmi. Che il suo corpo reagisce con istinto durante il lavaggio? Che quelle mani, nel gesto quotidiano della cura, lo turbano? O forse vuole solo confidarmi, con un pudore poco credibile, che dentro quel corpo segnato dagli anni, mantiene una scintilla, un richiamo al desiderio, alla carne?

Mentre continuo la visita e faccio domande, mi ritrovo a pensare alle rovine della psiche maschile invecchiata, alle rovine del corpo, e alla mia stessa difficoltà di ascoltare senza dover giudicare. Alla mia impreparazione. Non so cosa stia cercando da me, né, con onestà, so cosa dovrei dargli.

Loading

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Altri Articoli

Casi clinici

Omicidi

Casi clinici/ A fine visita lascio uscire dalla camera colleghi e infermieri e mi siedo accanto al letto. Comincia a raccontarmi la sua vita.

Continua a leggere »
Casi clinici

Lei e lui

Casi clinici/ Con pazienti come loro devo stare attento, rischio di interessarmi più alle loro storie che alla cattiva digestione.

Continua a leggere »
Casi clinici

Buco

Casi clinici/ Si siede e non sembra malato. È vestito con cura, ha il tono di chi è abituato a parlare senza giri di parole.

Continua a leggere »
Casi clinici

Sapevo tutto

Casi clinici/ Erano una bella coppia, dice, sono stati sempre innamorati. L’incontro per un certificato di disabilità diventa spazio per confidenze inattese.

Continua a leggere »
Casi clinici

Fischio

Casi clinici/ Dopo un intervento alla gola per un tumore maligno, si era convinto che la sua vita fosse al termine. Aveva deciso di andare a morire in quello che considerava il paradiso: la Thailandia.

Continua a leggere »
mappa degli USA con stati blu e stati rossi
Articolo

We do care

La lettera al NEJM dei Minnesota Physicians Voices per proteggere i pazienti immigrati dalle violenze della milizia ICE.

Continua a leggere »
una sala d'aspetto con arredamento barocco
Casi clinici

Visita domiciliare

Casi clinici/ Un paziente in difficoltà, una casa magnifica e soffocante e una visita domiciliare che aiuta a instradare verso la terapia giusta.

Continua a leggere »
Casi clinici

Pietà in corsia

Casi clinici/ La più umile delle mansioni, svolta con pietosa destrezza, da un’operatrice che ha imparato a riconoscere chi non può aspettare.

Continua a leggere »
Casi clinici

Palo santo

Casi clinici/ Una paziente fuori dal comune e un ringraziamento speciale, in grado di scacciare la “mala energia”.

Continua a leggere »
Casi clinici

You had time

Casi clinici/ Quando il tempo per creare un nuovo legame si scontra con la fragilità di un equilibrio troppo precario.

Continua a leggere »
Articolo

America oggi

Un messaggio di impegno civile dai “Doctors for America” per ribadire, in tempi difficili, i valori fondanti della professione.

Continua a leggere »
Casi clinici

Nuda

Casi clinici/ Una donna sola, povera e “matta”, con una profezia destinata ad avverarsi.

Continua a leggere »
Casi clinici

Mascara

Casi clinici/ La vanità umana e la caducità delle cose: spunti di riflessione dalla vita in corsia.

Continua a leggere »
Casi clinici

Incesto

Casi clinici/ Una forma rara di demenza che cambia il segno delle relazioni: quando un rapporto coniugale diventa puro maternage accudente.

Continua a leggere »
Casi clinici

Kukident e ictus

Casi clinici/ Una paziente di 87 anni, la necessità di un intervento di cardiochirurgia, gli interrogativi sui rischi. Con un risvolto finale inatteso.

Continua a leggere »