Notiziario dell'Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Brescia – aut. Tribunale di Brescia n. 195/1962

We do care

mappa degli USA con stati blu e stati rossi
Foto di Clay Banks su Unsplash

“Il potere dei medici in tempi pericolosi” titolava un articolo del New England Journal of Medicine (Chen ET Murthy VH) del maggio 2025[1] in cui si richiamavano i doveri deontologici nei confronti dell’offensiva trumpiana contro l’assistenza sanitaria pubblica.

I tempi sono arrivati.

We do care – a noi importa, noi ci prendiamo cura, così inizia la lettera al NEJM del 29 gennaio scorso in cui Bernard E. Trappey[2], a nome dei Minnesota Physicians Voices, descrive il clima di terrore che i migranti, irregolari e non, vivono a Minneapolis e in tutto lo stato dall’avvio (dicembre 2025) dell’operazione Metro Surge, nata allo scopo di individuare, arrestare e deportare persone sospettate di violazione delle leggi sull’immigrazione. L’operazione viene condotta con brutalità dalla milizia ICE (Immigration and Custom Enforcement) ed ha portato a proteste diffuse nell’opinione pubblica americana. Due cittadini statunitensi, Renee Nicole Good, di 37 anni, madre di tre figli ed Alex Jeffrey Pretti, infermiere di 37 anni, sono stati uccisi dagli agenti ICE. Ai medici presenti è stato impedito di avvicinarsi ed è stato loro detto da un agente federale sul posto “I don’t care”, non mi importa. Il clima di paura ha portato ad un crollo delle visite, dei controlli, degli accessi in P.S. per il timore dei pazienti di venire arrestati uscendo di casa. Anche le cure neonatali e pediatriche, per lo stesso motivo, sono significativamente diminuite. Le conseguenze sanitarie sono immaginabili e misurabili. [3]

La lettera si conclude dicendo: “siamo medici del Minnesota, ci prendiamo cura della gente del Minnesota, indipendentemente dal fatto che condividiamo le opinioni dei nostri pazienti, indipendentemente dal loro status di migranti, dal loro credo politico e religioso. Abbiamo cura di loro perché sono esseri umani. Subiscono danni. Muoiono inutilmente. È nostro dovere professionale chiedere la fine immediata delle violenze e dei traumi inflitti ai nostri pazienti e alle nostre comunità dall’ICE. Chiediamo a tutti i componenti della comunità medica di usare il potere della vostra voce per proteggere i nostri pazienti e voi stessi.”

Una lettera nobile e coraggiosa che parla anche a noi.  

[1] https://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMp2502493

[2] https://www.nejm.org/doi/abs/10.1056/NEJMc2601288

[3] https://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMp2516715

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Una risposta

  1. Ho letto l’articolo del NEJM e sono rimasta sconvolta . Grazie Paolo del tuo commento e grazie al Comitato di redazione di Brescia Medica che ha dato voce ai Medici del Minnesota

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