Le politiche sanitarie avviate dall’amministrazione Trump negli USA stanno suscitando riflessioni e critiche nel mondo sanitario e scientifico di molti Paesi. Riteniamo che anche la nostra comunità medica debba seguire con attenzione questi fenomeni.
The Lancet, una rivista sempre attenta a una visione globale ed etica dei problemi sanitari, ha pubblicato sul numero del 7 febbraio 2025 un editoriale che esprime una dura critica alle politiche sanitarie introdotte dalla nuova amministrazione americana (qui si può scaricare l’articolo).
“Le azioni di Donald Trump a livello nazionale e globale non rappresentano una revisione equilibrata delle priorità degli Stati Uniti. Sono un attacco radicale e dannoso alla salute del popolo americano e di coloro che dipendono dall’assistenza estera degli Stati Uniti. Sono anche un attacco alla comunità della ricerca medica e sanitaria”, scrive The Lancet. In particolare vengono criticate le scelte di ritirarsi dall’OMS e dagli accordi di Parigi sul cambiamento climatico, la chiusura del programma USAID dedicato ai programmi di aiuti sanitari a livello globale, il congelamento di sovvenzioni e prestiti federali necessari per il funzionamento di Medicaid, il blocco alle attività presso il National Institutes of Health (la più grande istituzione di ricerca biomedica del mondo), la sospensione dei programmi di lavoro presso i Centers for Disease Control and Prevention (CDC), la negazione della diversità di genere, il blackout delle informazioni sanitarie (il Morbidity and Mortality Weekly Report).
The Lancet afferma che “Le istituzioni sanitarie possono avere esitazioni nella critica pubblica alla nuova amministrazione, ma questa timidezza è un errore. Le azioni di Trump devono essere denunciate per il danno che stanno facendo….”.
La rivista critica in modo diretto anche Elon Musk, ritenuto, con le sue affermazioni che USAID sia “malvagia” e “organizzazione criminale”, responsabile di aver sostenuto e favorito scelte che, colpendo l’agenzia, hanno una ricaduta sulla equità dell’accesso alle cure, sulla salute delle donne in particolare.
“Più persone si ammaleranno e più persone moriranno.” afferma preoccupato l’editoriale.
La rivista richiama le comunità mediche e scientifiche a reagire a queste scelte, non facendosi sopraffare dalla paura o rassegnazione. Si afferma che “Le comunità sanitarie, mediche e scientifiche hanno un ruolo vitale nella difesa dei propri pazienti, nella difesa dei programmi e nell’esercitare pressione per politiche e istituzioni che siano valide per la salute e il benessere”.
Glu autori ricordano che la salute di un Paese è collegata alla salute di tutti gli altri Paesi, “che la cooperazione e le partnership costruttive sono vitali e che la scienza ha la capacità non solo di far progredire la nostra comprensione del mondo, ma anche di unire le persone. Che la salute è un bene sociale, benefico per le società, un motore delle economie e un percorso per lo sviluppo. Che l’equità, il trattamento in base al bisogno, è fondamentale per ciò che è la medicina. E che prendersi cura è un atto non di debolezza, ma di forza.”
Un editoriale forte, che ha avuto ampia risonanza sulla stampa internazionale e nazionale e si accompagna ad interventi simili del BMJ che stigmatizza le scelte di Trump.
Crediamo nella visione di medicina e di sanità ricordata dall’editoriale di The Lancet e per questo seguiremo con attenzione le riflessioni e analisi sulle ricadute delle azioni del governo degli USA sulla salute e sulla ricerca.
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