Ha 82 anni. È in carrozzina. Non ha problemi di memoria né di linguaggio, ma è la vicina di casa che lo accompagna alla visita – ex insegnante e volontaria, poco più giovane di lui – a rispondere alle domande.
La prima moglie lo aveva lasciato quando aveva cinquant’anni, dopo aver scoperto la sua grave malattia, e se n’era andata con l’uomo che già frequentava da tempo. Lui sapeva della relazione, ma aveva sempre tollerato le cattiverie e le malelingue del paese.
Dopo un intervento alla gola per un tumore maligno, si era convinto che la sua vita fosse al termine. Influenzato dai racconti di chi vi era già stato, aveva deciso di andare a morire in quello che considerava il paradiso: la Thailandia. Dopo aver salutato le persone care, era partito con i pochi risparmi accumulati in anni di lavoro da muratore, certo che non sarebbe mai tornato. Ma l’intervento era stato risolutivo.
In Thailandia si era innamorato di una donna del posto, di trent’anni più giovane, madre di un bambino con gravi disabilità fisiche e intellettive. L’aveva sposata e aveva adottato il figlio, accogliendolo come se fosse suo. Quando il denaro finì, non ebbero altra scelta che tornare al suo paese. Aveva ripreso a lavorare con la stessa dedizione di sempre e, con l’aiuto di qualche amico, aveva costruito una piccola casa dove poi si trasferì con la moglie e il figlio. Con i risparmi mandava anche un po’ di denaro in Thailandia ai genitori anziani della moglie.
Cinque anni fa, la moglie si ammalò gravemente. Le fu accanto durante il calvario della malattia. Quando fu chiaro che anche lui, per una malattia neurologica progressiva, non avrebbe avuto molto tempo da vivere in salute, entrambi decisero di ricoverare il figlio in una struttura per disabili. Poco prima della fine, lei chiese di poter tornare nella sua terra per morire vicino ai familiari.
Ora è rimasto solo, è in carrozzina ed è povero. Lo aiutano i vicini di casa. Non si lamenta mai; si è rivolto a me per capire se avesse diritto all’assegno di accompagnamento.
La volontaria che lo accompagna racconta che in paese avevano molto criticato il suo matrimonio con la giovane thailandese. Ma lei, che lo conosce bene, afferma che lui l’ha adorata, e lei gli ha ricambiato l’affetto con devozione. “È una persona semplice, dall’animo buono: ha accettato dolore e difficoltà come fossero una predestinazione. È l’ultima persona che ho sentito fischiare: una volta fischiavano tutti; da molti anni non lo fa più nessuno. Lo faceva sempre quando tornava dal lavoro, con quel modo particolare dovuto all’intervento alla gola”.
![]()





























































































