Recensione del film
L’ultimo turno (Titolo Originale Heldin)
(Svizzera, Germania 2025)
Regia Petra Biondina Volpe (durata 92’)
Un turno ordinario dell’infermiera Floria nel reparto di Chirurgia di un ospedale svizzero. La macchina da presa segue Floria con primi piani e piani sequenza dal viaggio di andata al lavoro fino a quello di ritorno. Un reparto ospedaliero pulito, ordinato, moderno. Siamo in Svizzera. Ma il personale è sottorganico, i pazienti complessi, dipendenti, esigenti. Vengono da tutto il mondo, parlano lingue diverse.
L’anziana in delirium, il manager con assicurazione privata e tumore al pancreas, arrogante, insopportabile, chi ansioso attende il responso diagnostico dal medico che non verrà, la donna turca morente, i familiari apprensivi, aggressivi talvolta.
Floria è brava, precisa, veloce. Sa essere vicina ai pazienti con un sorriso, un gesto, con l’ascolto. Non perde la calma. Ma è una corsa contro il tempo che non c’è, con l’errore sempre possibile, la rabbia soffocata che può prendere ad un certo punto la mano e le fa scaraventare dalla finestra il prezioso orologio del manager.
Un susseguirsi di flebo da innestare, farmaci da somministrare, barelle da spostare, un ritmo incalzante, ansiogeno, insostenibile.
E la morte in corsia, talora inattesa, che non è mai routine, che non è mai facile da attraversare.
Davvero realistico “L’ultimo turno”, uno sguardo potente su quella trincea che è oggi l’assistenza ospedaliera. Uno sguardo concreto, sensibile, femminile. Se la cinematografia classica ed i Medical drama televisivi hanno visto i medici come figure protagoniste delle narrazioni, qui è l’infermiera Floria, la bravissima Leonie Benesh, ad occupare la scena.
Più di articoli e saggi il film evidenzia la centralità nell’assistenza di una professione, quella infermieristica, sempre meno ambita, sempre più necessaria. In Svizzera, in Italia, ovunque.
Una riflessione opportuna anche per i medici, uno stimolo a riconsiderare la natura, la qualità, le carenze, del rapporto con i nostri compagni di lavoro.
![]()





























































































