Notiziario dell'Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Brescia – aut. Tribunale di Brescia n. 195/1962

“Insider information”

tessere del domino una dietro l'altra non appoggiate
Foto di Tom Wilson su Unsplash

Mia figlia, a tavola, ha raccontato una storia. Riguarda la nonna della sua migliore amica, che è anche sua compagna di classe. La donna è partita all’improvviso per il Centroamerica, con il pretesto di una vacanza. In realtà, è andata a cercare il figlio, da tempo “disperso”.

Un uomo fragile, lo “zio debole”. Per anni ha condotto una vita sregolata, tra sostanze e spese incontrollate, dilapidando una parte consistente del patrimonio familiare. I fratelli, per salvare l’azienda, sono stati costretti a liquidarlo. Poi è sparito, senza lasciare tracce.

Dopo due anni, però, si è fatto vivo. Non con tutti: solo con la madre. In segreto. E lei non ha esitato: ha inventato un viaggio, lo ha raggiunto, gli ha portato denaro. Perché è questo che lui continua a chiedere.

La nipote sa tutto. È stata lei a insegnare alla nonna a usare la posta elettronica, e conosce la sua password. Ha mantenuto il segreto con i genitori, ma non con la sua migliore amica.

Quando la donna si presenta in ambulatorio, accompagnata dalla figlia con cui è in continuo contrasto, mi parla dei suoi disturbi fisici. Ma fin da subito ho l’impressione che il problema non sia lì. Che la sofferenza abiti altrove.

Mentre la ascolto, il racconto di mia figlia riemerge. I contorni si chiariscono, come una nebbia che si dirada. Intuisco il terreno su cui mi sto muovendo.

Eppure non posso spingermi fino in fondo.

Le informazioni che ho non dovrei averle. Non provengono da lei, né dal contesto clinico. Non le ho ottenute in modo illecito, certo, ma restano esterne alla relazione terapeutica. Usarle significherebbe oltrepassare un confine.

E tuttavia, proprio quelle informazioni potrebbero aiutarmi a comprendere la sua sofferenza.

Resto in bilico. Procedo con cautela, senza nominare ciò che so.

Aspetto. Se questa visita è stata utile, tornerà. E forse, allora, sarà lei a raccontarmi ciò che ancora non posso sapere.

Loading

Una risposta

  1. Commovente. Condivido la scelta di attendere per avere direttamente dalla signora le cause della sua sofferenza ma forse se accompagnata regolarmente dalla figlia non parlerà, dovrebbe farlo la nipote.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Altri Articoli

Casi clinici

Omicidi

Casi clinici/ A fine visita lascio uscire dalla camera colleghi e infermieri e mi siedo accanto al letto. Comincia a raccontarmi la sua vita.

Continua a leggere »
Casi clinici

Lei e lui

Casi clinici/ Con pazienti come loro devo stare attento, rischio di interessarmi più alle loro storie che alla cattiva digestione.

Continua a leggere »
Casi clinici

Buco

Casi clinici/ Si siede e non sembra malato. È vestito con cura, ha il tono di chi è abituato a parlare senza giri di parole.

Continua a leggere »
Casi clinici

Sapevo tutto

Casi clinici/ Erano una bella coppia, dice, sono stati sempre innamorati. L’incontro per un certificato di disabilità diventa spazio per confidenze inattese.

Continua a leggere »
Casi clinici

Fischio

Casi clinici/ Dopo un intervento alla gola per un tumore maligno, si era convinto che la sua vita fosse al termine. Aveva deciso di andare a morire in quello che considerava il paradiso: la Thailandia.

Continua a leggere »
mappa degli USA con stati blu e stati rossi
Articolo

We do care

La lettera al NEJM dei Minnesota Physicians Voices per proteggere i pazienti immigrati dalle violenze della milizia ICE.

Continua a leggere »
una sala d'aspetto con arredamento barocco
Casi clinici

Visita domiciliare

Casi clinici/ Un paziente in difficoltà, una casa magnifica e soffocante e una visita domiciliare che aiuta a instradare verso la terapia giusta.

Continua a leggere »
Casi clinici

Pietà in corsia

Casi clinici/ La più umile delle mansioni, svolta con pietosa destrezza, da un’operatrice che ha imparato a riconoscere chi non può aspettare.

Continua a leggere »
Casi clinici

Palo santo

Casi clinici/ Una paziente fuori dal comune e un ringraziamento speciale, in grado di scacciare la “mala energia”.

Continua a leggere »
Casi clinici

You had time

Casi clinici/ Quando il tempo per creare un nuovo legame si scontra con la fragilità di un equilibrio troppo precario.

Continua a leggere »
Casi clinici

Miserie maschili

Casi clinici/ Un fastidio che non passa, una scintilla che rimane accesa, e la difficoltà per il medico di ascoltare senza giudicare.

Continua a leggere »
Articolo

America oggi

Un messaggio di impegno civile dai “Doctors for America” per ribadire, in tempi difficili, i valori fondanti della professione.

Continua a leggere »
Casi clinici

Nuda

Casi clinici/ Una donna sola, povera e “matta”, con una profezia destinata ad avverarsi.

Continua a leggere »
Casi clinici

Mascara

Casi clinici/ La vanità umana e la caducità delle cose: spunti di riflessione dalla vita in corsia.

Continua a leggere »
Casi clinici

Incesto

Casi clinici/ Una forma rara di demenza che cambia il segno delle relazioni: quando un rapporto coniugale diventa puro maternage accudente.

Continua a leggere »
Casi clinici

Kukident e ictus

Casi clinici/ Una paziente di 87 anni, la necessità di un intervento di cardiochirurgia, gli interrogativi sui rischi. Con un risvolto finale inatteso.

Continua a leggere »