Caro Presidente,
mi permetto di condividere una riflessione. Sono un ginecologo, lavoro agli Spedali Civili da 26 anni. Quando ho cominciato, nel 1999, l’80% del tempo era dedicato alla paziente, il 20% alla burocrazia e già allora ci si lamentava per il suo peso.
Adesso le proporzioni sono invertite. La cartella clinica di una paziente che doveva fare un piccolo intervento era di 4 pagine, adesso è un’enciclopedia.
Abbiamo sempre accettato passivamente i progressivi aggravi burocratici, il cui scopo formale è sempre stato la riduzione della spesa sanitaria e dei contenziosi medico-legali. Il risultato, in realtà, è stato un netto peggioramento di entrambi gli aspetti.
La ragione che mi ha spinto a scriverLe è stata l’introduzione, dal 30 dicembre scorso, della ricetta bianca elettronica. Per intenderci, la ricetta per i farmaci non rimborsabili dal SSN. Come capita spesso, molti di noi hanno saputo della novità dai telegiornali e, ancora oggi, saremmo anni luce dal poterla applicare. Fortunatamente c’è una proroga in essere, che speriamo illimitata. Nessuno dei miei colleghi è riuscito ad avere le credenziali e molti di noi non potrebbero utilizzare il programma negli ambulatori dove lavoriamo. Mediamente compiliamo circa 30 ricette di questo tipo al giorno. Supponiamo che l’aggravio di tempo per farle elettronicamente sia di solo un minuto (sappiamo però che sarebbe molto di più), a fine giornata saranno altri 30 minuti di vita regalati alla burocrazia. So che è una direttiva del MEF per il controllo dei costi, ma fatico davvero a vederne l’utilità e, in ogni caso, alla fine, sarà a scapito del medico.
La mia domanda è: anche stavolta accetteremo passivamente la novità? Sono certo che se, compattamente, non la metteremo in pratica, dopo un primo periodo ‘perturbato’, al MEF dovranno arrendersi all’evidenza che la norma non è applicata e, si spera, ci ripenseranno. E’ tuttavia chiaro che ciò richiederebbe una compattezza che la nostra categoria raramente ha dimostrato.
Cosa ne pensa?
Marino Signorelli
Gentile Dottor Signorelli,
non posso che concordare con lei sul fatto che da molti anni a questa parte il carico burocratico, spesso scollegato da un effettivo ritorno clinico, sia aumentato. Lo dico consapevolmente in quanto ho esercitato la medicina generale per 42 anni e sono stato per questo testimone, spesso vittima, di quanto da lei affermato.
La novità a cui lei si riferisce non è legata ad un semplice decreto ministeriale che potrebbe essere soggetto a modifiche ma è legata all’art. 1 comma 317 della Legge di Bilancio per l’anno 2025 (Legge n. 207 del 30/12/2024 entrata in vigore il 01/01/2025) che introduce la dematerializzazione obbligatoria di tutte le ricette mediche per i farmaci prescritti sul territorio nazionale, siano essi a carico del Servizio Sanitario Nazionale o del cittadino, incluse dunque le cosiddette ricette bianche.
In effetti tale possibilità attraverso il sistema tessera sanitaria era prevista già dal 2022 ma ora diviene indispensabile.
La regione Lombardia ha annunciato un periodo di “tolleranza” sul doppio sistema ma non è dato sapere quando termini.
Come Ordine, consapevoli delle difficoltà che questa novità avrebbe potuto determinare, abbiamo organizzato, primi in Italia, in collaborazione con l’Ordine di Cremona e Milano un corso webinar tenutosi l’8 gennaio 2025 presso la nostra sede.
In questo corso si è spiegato il nuovo meccanismo di prescrizione, le modalità per ottenere le credenziali e le modalità di certificazione INPS (quest’ultima già obbligatoria per ogni sanitario da circa 10 anni). Il corso, replicato anche per molti altri Ordini lombardi, è da allora disponibile sul sito dell’Ordine al link: https://www.youtube.com/watch?v=OyXCy4Q8QUw
Riguardo al rilascio delle credenziali per i libero-professionisti, il nostro Ordine ha un servizio dedicato e vengono rilasciate in pochissimi giorni. I medici dipendenti da aziende del Servizio Sanitario Nazionale per l’esercizio di tale funzione devono richiedere le credenziali alla propria azienda.
Qualora permangano problemi di rilascio la prego di segnalarceli in modo da poter sollecitare le direzioni sanitarie delle aziende inadempienti. Ovviamente le aziende debbono mettere a disposizione dei propri dipendenti il canale informatico indispensabile perché possano ottemperare a tale obbligo.
Cordiali saluti
Il Segretario dell’Ordine dei Medici di Brescia
Dott. Bruno Platto
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