Notiziario dell'Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Brescia – aut. Tribunale di Brescia n. 195/1962

Il SSN un amore tutto italiano

copertina del libro
scarica articolo in pdf

Focus sul Servizio sanitario con il Presidente FNOMCeO, Filippo Anelli, a Brescia per la presentazione del volume che ha curato.

“Il Servizio sanitario nazionale oggi soffre di un problema grande, la scarsa attenzione nei confronti dei professionisti: sono le donne e gli uomini che lavorano nel Ssn a produrre la salute, ed è necessario che siano incentivati, sostenuti e rispettati nelle loro autonomie”.

Sono dedicate ai professionisti della sanità le prime parole di Filippo Anelli nel suo intervento a Brescia, lo scorso 15 gennaio, ospite dell’Ordine dei Medici provinciale. Il presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici e degli Odontoiatri – FNOMCeO – ha presentato il volume Il SSN un amore tutto italiano, da lui curato, che raccoglie analisi e contributi dedicati al Servizio Sanitario Nazionale, alla sua vocazione universalistica e ai rischi di un suo irrimediabile depotenziamento (il libro è disponibile gratuitamente solo in formato E-book al link https://shop.edraspa.it ).

Davanti agli iscritti e ai rappresentanti del mondo sanitario locale che hanno riempito la Sala conferenze dell’Ordine – introdotto dal presidente dell’Ordine di Brescia, Germano Bettoncelli, dal presidente della Commissione Albo Odontoiatri Gianmario Fusardi e dal magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Brescia Francesco Castelli – Anelli ha preso spunto dalla recente ipotesi di riforma approvata dal Consiglio dei Ministri – che certifica come il sistema, istituito nel 1978, abbia bisogno di essere rivisto – per proporre un’analisi delle criticità del Servizio sanitario odierno.

“Il sistema subisce soprattutto l’assenza di un piano preciso e definito: manca un piano Marshall per le professioni, considerando che in Italia non è un problema il numero dei medici quanto l’attrattività del Ssn verso questi professionisti, che sempre più spesso scelgono l’estero o l’attività libero professionale – spiega il presidente Fnomceo – E’ necessario convincere i medici a tornare in servizio, assicurando retribuzioni in linea con la media europea, garantendo maggiore autonomia alle professioni e superando parametri di performance solo economici: oggi veniamo giudicati per ricette, farmaci e la spesa che ne deriva, non sugli indicatori che ci dicono se i cittadini stanno meglio”.

Un nodo cruciale riguarda la governance: il sistema non è ben governato, e sconta una frammentazione di competenze tra i diversi Ministeri. La mancanza di programmazione, inoltre, non facilita l’individuazione degli interventi prioritari da perseguire, partendo dall’epidemiologia, dalla riduzione della mortalità evitabile e migliorando la qualità della salute.

“Le risorse sono l’altra grande criticità, quelle appostate non sono sufficienti e si rischiano tagli ai servizi per rispettare l’obbligo di pareggio di bilancio – prosegue Anelli – Non è vero che il Ssn è inefficiente: è sottofinanziato. Punto. La Germania investe in sanità il 10,1% del PIL, la Francia il 10,1%. Noi il 6,2%. I numeri ci dicono che finanziamo troppo poco un sistema che costa sempre di più, e questo divario cresce ogni anno, segno che non stiamo sostenendo adeguatamente l’infrastruttura pubblica più importante del Paese. Questa è una scelta politica, non un destino”.

Non è vero che il Ssn è inefficiente: è sottofinanziato.

All’interno del volume sono analizzati, in particolare, i due rapporti che il Censis ha recentemente realizzato per la FNOMCeO. Il primo, dedicato al valore economico e sociale del Servizio Sanitario Nazionale, ha studiato gli impatti economici e occupazionali della spesa sanitaria pubblica, evidenziando la ricchezza e i posti di lavoro prodotti, oltre alle ricadute positive in termini di coesione sociale e di ricerca e innovazione: 1 euro di spesa pubblica investito in sanità ne genera quasi 2 di produzione in valore.

Il secondo, intitolato “Il necessario cambio di paradigma nel Servizio sanitario: stop all’aziendalizzazione e ritorno del primato della salute”, ha messo in luce l’ampio consenso sociale sull’urgenza di rilanciare il Servizio sanitario, provato da un prolungato depotenziamento a fronte dei fabbisogni sanitari in crescita di una popolazione che invecchia. Per quasi il 92% degli italiani avere una sanità per tutti, secondo il criterio dell’universalità, è un motivo di orgoglio per il nostro Paese. E per l’87,2% è prioritario migliorare le condizioni di lavoro e le retribuzioni dei medici, perché sono la risorsa più importante della sanità.

Se l’Italia è ancora uno dei Paesi più longevi al mondo e con percentuali di aspettativa di vita senza disabilità tra le più alte, infatti, è grazie al Ssn, che continua a rappresentare un valore distintivo del nostro Paese. Un risultato sostenuto dall’impegno eccezionale dei medici, con il loro sforzo quotidiano, in condizioni spesso di estrema difficoltà e con inadeguati riconoscimenti economici.

Negli ultimi anni si registra una tendenza in crescita dei fondi assicurativi privati, che tuttavia non rappresentano una risposta alla crisi: “Le assicurazioni garantiscono solo prestazioni, non si pongono il problema generale di tutela della salute, promozione degli screening, salvaguardia dell’ambiente, attenzione agli aspetti di carattere sociale – sottolinea il presidente Fnomceo – Un Servizio sanitario non eroga solo prestazioni ma deve prendersi cura del paziente con una visione più ampia. Un approccio più ristretto, del resto, l’abbiamo già vissuto nel secolo scorso con le mutue”.

Per questo, “nel pieno di una crisi strutturale che è una crisi di visione, o facciamo scelte prioritarie che servono a darci risposte precise o il rischio è che la consunzione progressiva del Ssn lo conduca verso un inesorabile declino”, avverte Anelli.

Il libro vuole riaccendere l’attenzione su questi temi, ed è quasi un manifesto civile, “un atto d’amore che parla di ciò che facciamo e siamo diventati, ciò che non vorremmo mai perdere: il Servizio sanitario nazionale, finalizzato a realizzare l’articolo 32 della Costituzione che tutela il diritto alla salute, è nato da un patto stretto nel ‘78, e noi medici siamo stati, e siamo, i garanti di quel patto”.

Loading

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Altri Articoli

Casi clinici

Omicidi

Casi clinici/ A fine visita lascio uscire dalla camera colleghi e infermieri e mi siedo accanto al letto. Comincia a raccontarmi la sua vita.

Continua a leggere »
Casi clinici

Lei e lui

Casi clinici/ Con pazienti come loro devo stare attento, rischio di interessarmi più alle loro storie che alla cattiva digestione.

Continua a leggere »
Casi clinici

Buco

Casi clinici/ Si siede e non sembra malato. È vestito con cura, ha il tono di chi è abituato a parlare senza giri di parole.

Continua a leggere »
Casi clinici

Sapevo tutto

Casi clinici/ Erano una bella coppia, dice, sono stati sempre innamorati. L’incontro per un certificato di disabilità diventa spazio per confidenze inattese.

Continua a leggere »
Casi clinici

Fischio

Casi clinici/ Dopo un intervento alla gola per un tumore maligno, si era convinto che la sua vita fosse al termine. Aveva deciso di andare a morire in quello che considerava il paradiso: la Thailandia.

Continua a leggere »
mappa degli USA con stati blu e stati rossi
Articolo

We do care

La lettera al NEJM dei Minnesota Physicians Voices per proteggere i pazienti immigrati dalle violenze della milizia ICE.

Continua a leggere »
una sala d'aspetto con arredamento barocco
Casi clinici

Visita domiciliare

Casi clinici/ Un paziente in difficoltà, una casa magnifica e soffocante e una visita domiciliare che aiuta a instradare verso la terapia giusta.

Continua a leggere »
Casi clinici

Pietà in corsia

Casi clinici/ La più umile delle mansioni, svolta con pietosa destrezza, da un’operatrice che ha imparato a riconoscere chi non può aspettare.

Continua a leggere »
Casi clinici

Palo santo

Casi clinici/ Una paziente fuori dal comune e un ringraziamento speciale, in grado di scacciare la “mala energia”.

Continua a leggere »
Casi clinici

You had time

Casi clinici/ Quando il tempo per creare un nuovo legame si scontra con la fragilità di un equilibrio troppo precario.

Continua a leggere »
Casi clinici

Miserie maschili

Casi clinici/ Un fastidio che non passa, una scintilla che rimane accesa, e la difficoltà per il medico di ascoltare senza giudicare.

Continua a leggere »
Articolo

America oggi

Un messaggio di impegno civile dai “Doctors for America” per ribadire, in tempi difficili, i valori fondanti della professione.

Continua a leggere »
Casi clinici

Nuda

Casi clinici/ Una donna sola, povera e “matta”, con una profezia destinata ad avverarsi.

Continua a leggere »
Casi clinici

Mascara

Casi clinici/ La vanità umana e la caducità delle cose: spunti di riflessione dalla vita in corsia.

Continua a leggere »
Casi clinici

Incesto

Casi clinici/ Una forma rara di demenza che cambia il segno delle relazioni: quando un rapporto coniugale diventa puro maternage accudente.

Continua a leggere »
Casi clinici

Kukident e ictus

Casi clinici/ Una paziente di 87 anni, la necessità di un intervento di cardiochirurgia, gli interrogativi sui rischi. Con un risvolto finale inatteso.

Continua a leggere »