Notiziario dell'Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Brescia – aut. Tribunale di Brescia n. 195/1962

La relazione che cura

È uno di quei posti dove si cura la Gente. Si cura perché lui o lei sta male.

Il paziente indica lo zainetto con i due ordigni da lui stesso confezionati. Vuol fare saltare il campo da calcio dove, da ragazzo, non lo facevano giocare nella squadra.

Lei, la dottoressa del centro psicosociale pubblico di Orzinuovi, lo conosce e lo sa ascoltare.

Ha scelto di fare questo lavoro, di venire a contatto con chi tutti i giorni sperimenta il disagio del vivere.

Ma lì in quel posto aperto a chi sta male lo conoscono tutti. Non è mai stato aggressivo. Gli parla e lui consegna il suo zainetto e tutto finisce.

Paura per gli operatori e gli altri pazienti che scema rapidamente con l’intervento tempestivo della sicurezza.

Un episodio.

Lei, la psichiatra, non ha fatto altro che il suo lavoro, potrebbe essere il commento scontato e superficiale.

Viviamo un tempo di crisi del nostro Servizio Sanitario Nazionale resa drammaticamente evidente dalla pandemia. È in discussione l’esistenza stessa dei suoi valori istitutivi: il diritto fondamentale alla salute che, come tale, viene prima di tutti gli altri. Tutti noi, nel nostro particolare, lo diamo per scontato finché… finché non viene meno.

Siamo tutti coscienti della ristrettezza di risorse, con situazioni di drammatica carenza di professionisti che condizionano le stesse possibilità di nuove progettualità.

Il mondo del disagio psichico, insieme a tanti altri settori della sanità, vive da anni una realtà non più proporzionata alla richiesta di salute.

La dottoressa non ha pensato al suo carico di lavoro, alla sua retribuzione, al sacrificio spesso della vita famigliare e sociale. Ha semplicemente pensato a lui, e l’ha curato.

Quanto allora è monetizzabile, e quanto è possibile ridimensionare il diritto costituzionale alla salute?

Certo dobbiamo fare i conti, proprio i conti, ma il diritto alla cura è una priorità che riguarda tutti, nessuno escluso.

Ed anche noi dobbiamo guardarci dentro per le nostre inefficienze e inappropriatezze.

Per la salute di tutti noi è il momento delle scelte, certamente realistiche, ma che dovrebbero continuare a preservare il diritto di quel ragazzo, che non riusciva a giocare a calcio, a trovare qualcuno che a lui si avvicina, lo ascolta, lo capisce e se ne prende cura… solo perché sta male.

Noi comunità medica possiamo fare solo una cosa.

Ringraziare la dottoressa e gli altri operatori perché lo “spirito di servizio”, nonostante tutto, resiste.

Loading

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Altri Articoli

Casi clinici

Omicidi

Casi clinici/ A fine visita lascio uscire dalla camera colleghi e infermieri e mi siedo accanto al letto. Comincia a raccontarmi la sua vita.

Continua a leggere »
Casi clinici

Lei e lui

Casi clinici/ Con pazienti come loro devo stare attento, rischio di interessarmi più alle loro storie che alla cattiva digestione.

Continua a leggere »
Casi clinici

Buco

Casi clinici/ Si siede e non sembra malato. È vestito con cura, ha il tono di chi è abituato a parlare senza giri di parole.

Continua a leggere »
Casi clinici

Sapevo tutto

Casi clinici/ Erano una bella coppia, dice, sono stati sempre innamorati. L’incontro per un certificato di disabilità diventa spazio per confidenze inattese.

Continua a leggere »
Casi clinici

Fischio

Casi clinici/ Dopo un intervento alla gola per un tumore maligno, si era convinto che la sua vita fosse al termine. Aveva deciso di andare a morire in quello che considerava il paradiso: la Thailandia.

Continua a leggere »
mappa degli USA con stati blu e stati rossi
Articolo

We do care

La lettera al NEJM dei Minnesota Physicians Voices per proteggere i pazienti immigrati dalle violenze della milizia ICE.

Continua a leggere »
una sala d'aspetto con arredamento barocco
Casi clinici

Visita domiciliare

Casi clinici/ Un paziente in difficoltà, una casa magnifica e soffocante e una visita domiciliare che aiuta a instradare verso la terapia giusta.

Continua a leggere »
Casi clinici

Pietà in corsia

Casi clinici/ La più umile delle mansioni, svolta con pietosa destrezza, da un’operatrice che ha imparato a riconoscere chi non può aspettare.

Continua a leggere »
Casi clinici

Palo santo

Casi clinici/ Una paziente fuori dal comune e un ringraziamento speciale, in grado di scacciare la “mala energia”.

Continua a leggere »
Casi clinici

You had time

Casi clinici/ Quando il tempo per creare un nuovo legame si scontra con la fragilità di un equilibrio troppo precario.

Continua a leggere »
Casi clinici

Miserie maschili

Casi clinici/ Un fastidio che non passa, una scintilla che rimane accesa, e la difficoltà per il medico di ascoltare senza giudicare.

Continua a leggere »
Articolo

America oggi

Un messaggio di impegno civile dai “Doctors for America” per ribadire, in tempi difficili, i valori fondanti della professione.

Continua a leggere »
Casi clinici

Nuda

Casi clinici/ Una donna sola, povera e “matta”, con una profezia destinata ad avverarsi.

Continua a leggere »
Casi clinici

Mascara

Casi clinici/ La vanità umana e la caducità delle cose: spunti di riflessione dalla vita in corsia.

Continua a leggere »
Casi clinici

Incesto

Casi clinici/ Una forma rara di demenza che cambia il segno delle relazioni: quando un rapporto coniugale diventa puro maternage accudente.

Continua a leggere »
Casi clinici

Kukident e ictus

Casi clinici/ Una paziente di 87 anni, la necessità di un intervento di cardiochirurgia, gli interrogativi sui rischi. Con un risvolto finale inatteso.

Continua a leggere »