Notiziario dell'Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Brescia – aut. Tribunale di Brescia n. 195/1962

La rivoluzione digitale che sta cambiando (anche) il volto della medicina

Foto di Omar Lopez-Rincon su Unsplash
scarica articolo in pdf

L’evoluzione tecnologica che contraddistingue la nostra epoca ha subito un’accelerazione prima inimmaginabile con l’introduzione e l’applicazione in pressoché tutte le attività umane dell’intelligenza artificiale (AI).

La medicina, da questo punto di vista, si presenta come un campo applicativo vasto e di straordinario interesse, con potenzialità in buona misura difficili da prevedere. Ciò comporta che nel prossimo futuro saremo costretti non solo a ripensare radicalmente l’iter formativo dei medici, adeguandolo alle nuove conoscenze e ai nuovi strumenti tecnologici, ma anche a domandarci se non sarà necessario riconsiderare i principi fondanti della medicina, quelli a cui ci si è ispirati per secoli.

Fin dalle origini, infatti, la medicina ha racchiuso in sé una duplice valenza. Quella scientifica e razionale basata su un approccio meccanicista al corpo umano, la stessa che ha consentito gli enormi progressi di cui oggi fortunatamente godiamo. Contemporaneamente la medicina ha preservato e testimoniato, oggi secondo alcuni forse con minore rilevanza, anche la propria natura umanistica, connessa al significato simbolico, sociale e spirituale della malattia.

Ci si interroga, per esempio, su cosa accade quando l’idea di una medicina centrata sulla persona viene soppiantata da una concezione che mette al centro lo strumento tecnologico, facendolo diventare il fine (per altro spesso per condivisione da entrambi gli attori) della relazione medico-paziente? La vastità e la complessità delle conoscenze mediche odierne e soprattutto la loro incredibilmente rapida espansione, stanno rendendo difficile, se non impossibile, anche per le più evolute specializzazioni dei medici, tenere il passo con le continue inarrestabili scoperte e innovazioni. Lecito chiederci, in tale contesto, che ne sia del paziente in quanto individuo con il suo vissuto condizionato in quel dato momento della sua vita dall’esperienza della propria malattia.

L’AI e le altre simili tecnologie ci propongono oggi scenari entusiasmanti ma anche nel contempo pericolosamente distopici.

Dunque l’AI e le altre simili tecnologie ci propongono oggi scenari entusiasmanti ma anche nel contempo pericolosamente distopici, quasi che in esse fosse sottinteso una sorta di patto faustiano. A fronte di una prospettiva di potenziamento della nostra efficacia, velocità, efficienza, precisione, viene da chiederci, in realtà cosa stiamo cedendo in cambio? Forse la nostra autonomia nella libertà di pensare? Consideriamo infatti che l’AI si nutre di impressionanti e illimitate quantità di dati in modo assolutamente incomparabile al confronto delle assai più ridotte facoltà del cervello umano. È noto che le nostre capacità mentali non sopportano oltre un certo grado un eccesso di informazioni afferenti, così come non riescono a concentrarsi che su una entità concettuale per volta, pena un’inibizione dell’attività di attenzione e di pensiero. Una sorta di limite al rischio di sovrasaturazione, come ci spiegano i neurofisiologi e gli psicologi cognitivi. Del resto numerosi studi anche recenti hanno evidenziato che, in particolare tra i giovani, una costante esposizione a stimoli informativi multicanale, ad esempio tramite social media e smartphone, determina una sovrastimolazione cognitiva con conseguenti gravi minacce per l’integrità cognitiva stessa.

In realtà l’esposizione all’AI oggi si accetta cominciare già dall’infanzia, se è vero che in taluni paesi (Cina, USA, Emirati Arabi Uniti e altri) questa diventa materia obbligatoria nelle scuole dalle elementari al liceo. Per preparare i futuri cittadini, si dice, ad un mondo che sarà del tutto diverso dall’attuale. Addirittura questa stessa tecnologia vedrà già la luce nel mondo dei giocattoli (la Mattel la introdurrà nella Barbie), così che il bambino potrà elaborare un’interazione con un oggetto con il quale scambiare discorsi, emozioni, pensieri, sentimenti. In una dimensione relazionale totalmente differente da quella interpersonale vera, quella con un altro bambino, con cui giocare, litigare, condividere, ricevere anche delusioni e dei no, ma in tale contesto evitando il rischio della solitudine davanti ad uno schermo e della possibile futura emarginazione. E del resto anche in ambito universitario accade che studenti che presentano compiti formalmente corretti poi cadano di fronte anche a semplici domande “fuori copione”. Come spesso “fuori copione” è la realtà clinica di quel singolo paziente, con quella storia clinica, quella complessità, in quella condizione socioeconomica e famigliare.

Siamo alle soglie di una trasformazione epocale per la storia dell’umanità, forse maggiore dell’invenzione della ruota, dell’alfabeto, del motore, dell’elettricità, del telefono e di tante altre. Come sempre di fronte a tali prospettive, ancora dai contorni indefiniti, gli uomini reagiscono con sentimenti contrastanti sia di entusiasmo che di incertezza e preoccupazione. Ma la strada è stata intrapresa e, come sempre è successo, sarà irreversibile. Che piaccia o no, la rivoluzione digitale sta accadendo proprio ora e i timori che essa ci suscita nascono proprio dal nostro vivere una realtà ancora completamente analogica mentre avanza una progressiva e sempre più pervasiva nuova realtà digitale.

Non sappiamo quanto e come le nuove tecnologie digitali cambieranno il mondo e noi stessi. Per questo abbiamo bisogno di comprenderle per controllarle prima che siano esse a controllare noi, magari per conto di pochi che ne posseggono le chiavi. Sarà necessario riuscire a dettare noi i principi etici cui l’AI debba soggiacere, per distinguere gli usi cattivi dalle buone pratiche applicative, così che essa sia realmente vantaggiosa per gli uomini e per la società che deve servire.

Loading

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Altri Articoli

Casi clinici

Omicidi

Casi clinici/ A fine visita lascio uscire dalla camera colleghi e infermieri e mi siedo accanto al letto. Comincia a raccontarmi la sua vita.

Continua a leggere »
Casi clinici

Lei e lui

Casi clinici/ Con pazienti come loro devo stare attento, rischio di interessarmi più alle loro storie che alla cattiva digestione.

Continua a leggere »
Casi clinici

Buco

Casi clinici/ Si siede e non sembra malato. È vestito con cura, ha il tono di chi è abituato a parlare senza giri di parole.

Continua a leggere »
Casi clinici

Sapevo tutto

Casi clinici/ Erano una bella coppia, dice, sono stati sempre innamorati. L’incontro per un certificato di disabilità diventa spazio per confidenze inattese.

Continua a leggere »
Casi clinici

Fischio

Casi clinici/ Dopo un intervento alla gola per un tumore maligno, si era convinto che la sua vita fosse al termine. Aveva deciso di andare a morire in quello che considerava il paradiso: la Thailandia.

Continua a leggere »
mappa degli USA con stati blu e stati rossi
Articolo

We do care

La lettera al NEJM dei Minnesota Physicians Voices per proteggere i pazienti immigrati dalle violenze della milizia ICE.

Continua a leggere »
una sala d'aspetto con arredamento barocco
Casi clinici

Visita domiciliare

Casi clinici/ Un paziente in difficoltà, una casa magnifica e soffocante e una visita domiciliare che aiuta a instradare verso la terapia giusta.

Continua a leggere »
Casi clinici

Pietà in corsia

Casi clinici/ La più umile delle mansioni, svolta con pietosa destrezza, da un’operatrice che ha imparato a riconoscere chi non può aspettare.

Continua a leggere »
Casi clinici

Palo santo

Casi clinici/ Una paziente fuori dal comune e un ringraziamento speciale, in grado di scacciare la “mala energia”.

Continua a leggere »
Casi clinici

You had time

Casi clinici/ Quando il tempo per creare un nuovo legame si scontra con la fragilità di un equilibrio troppo precario.

Continua a leggere »
Casi clinici

Miserie maschili

Casi clinici/ Un fastidio che non passa, una scintilla che rimane accesa, e la difficoltà per il medico di ascoltare senza giudicare.

Continua a leggere »
Articolo

America oggi

Un messaggio di impegno civile dai “Doctors for America” per ribadire, in tempi difficili, i valori fondanti della professione.

Continua a leggere »
Casi clinici

Nuda

Casi clinici/ Una donna sola, povera e “matta”, con una profezia destinata ad avverarsi.

Continua a leggere »
Casi clinici

Mascara

Casi clinici/ La vanità umana e la caducità delle cose: spunti di riflessione dalla vita in corsia.

Continua a leggere »
Casi clinici

Incesto

Casi clinici/ Una forma rara di demenza che cambia il segno delle relazioni: quando un rapporto coniugale diventa puro maternage accudente.

Continua a leggere »
Casi clinici

Kukident e ictus

Casi clinici/ Una paziente di 87 anni, la necessità di un intervento di cardiochirurgia, gli interrogativi sui rischi. Con un risvolto finale inatteso.

Continua a leggere »