Le nuove tecnologie in sanità sono per i pazienti un Giano bifronte: c’è chi le accoglie come strumento d’aiuto ma c’è anche chi (e non sono pochi) le vive come un ostacolo. Lo confermano dallo Sportello Salute delle Acli di Brescia, un progetto nato nel maggio del 2025, che attraverso i 16 sportelli attivi in città e provincia ha seguito 290 utenti nell’arco dell’ultimo anno.
“Le richieste principali che riceviamo riguardano il problema delle liste d’attesa e il rispetto dei tempi prescritti per visite ed esami, aspetti su cui cerchiamo di trovare una soluzione relazionandoci con gli Urp degli ospedali – spiega Luciano Pendoli, volontario e operatore dello sportello coordinato da Rita Tagassini – Ma le persone si rivolgono a noi anche per prenotare prestazioni sanitarie, cosa che avviene soprattutto nei paesi”.
Da questo osservatorio, in filigrana, affiora il rapporto dei pazienti con le tecnologie e le infrastrutture digitali che stanno cambiando il volto della sanità. Come il Fascicolo sanitario elettronico, che rimane sconosciuto a molti. “Rileviamo spesso una scarsa conoscenza del Fascicolo, e questo non solo tra gli utenti molto anziani, ma anche per molti adulti dai 50 anni in su: persone che non sono mai entrate nel FSE, utenti che sono all’oscuro delle funzionalità della piattaforma, ad esempio non sanno di poter scaricare i referti degli esami senza andare a ritirarli allo sportello”, racconta Pendoli.
Le spiegazioni possono essere molteplici, dalla pigrizia nell’approccio al digitale all’affezione per il cartaceo che è ancora dura a morire. Anche l’identità digitale, la chiave d’ingresso per fruire dei servizi telematici in ambito sanitario, non raccoglie i consensi attesi: buona parte degli utenti non ha Spid o non ha attivato le funzionalità della carta d’identità elettronica, e spesso li richiede solo quando ha una necessità contingente. Anche per queste ragioni le Acli hanno attivato lo Sportello digitale, dove si possono richiedere Spid e carta d’identità elettronica.
La digitalizzazione non sta dando risposte ai problemi più avvertiti dagli utenti, come le liste di attesa e la presa in carico.
“La digitalizzazione non sta dando risposte ai problemi più avvertiti dagli utenti, come le liste di attesa e la presa in carico, per cui l’esperienza comune delle persone che si rivolgono a noi è quella di doversi districare tra ricette e prenotazioni che ricadono in capo al paziente, rimbalzato in una trafila di telefonate e sportelli”. Non sono pochi quelli che alle prenotazioni a distanza preferiscono rivolgersi in presenza agli sportelli degli ospedali, ultimamente sempre più affollati. Il risvolto della medaglia di queste resistenze tecnologiche sta nella scelta di continuare ad affidarsi con fiducia al medico, disdegnando la ricerca di diagnosi improvvisate su Google o tramite ChatGpt. “Dal nostro osservatorio con le persone che incontriamo emerge come la figura del medico rimanga ancora il riferimento per i problemi di salute”, confermano dallo Sportello Salute Acli.
Se è vero che la strada della “Digital health” è comunque tracciata, ci sono degli accorgimenti che potrebbero facilitare la fruizione dei nuovi strumenti tecnologici, “ad esempio, per tornare al Fascicolo sanitario elettronico, un approccio maggiormente user friendly, che permetta più facilmente di orientarsi nelle diverse funzionalità della piattaforma, per capire in modo intuitivo “cosa fare per”, dove trovare la documentazione, come scaricare i referti: insomma rendere le cose facili anche per chi non ha familiarità con la tecnologia”.
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