Notiziario dell'Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Brescia – aut. Tribunale di Brescia n. 195/1962

I giorni perduti

Chi restituirà alla figlia di Carlo Mosca, il nostro collega assolto per la seconda volta da un’accusa gravissima ed assolutamente infondata stanti i due gradi di giudizio, i giorni perduti vissuti nel dolore di un’assenza.

Chi restituirà al padre del nostro collega i giorni perduti nella condivisione di un dolore profondo, che sappiamo tutti, da genitori, è più grande e ti ferma la vita quando succede ad un figlio più che a noi stessi.

E allora divento intollerante. Per uno che tutte le mattine si è svegliato pensando “oggi sbaglierò”, ma nella convinzione, come da esempio dei suoi maestri, che degli errori si deve fare tesoro semplicemente per sbagliare il meno possibile, è davvero intollerabile.

Intollerabile che il nostro collega, che non ha sbagliato niente secondo due gradi di giudizio, abbia subito l’esposizione mediatica in cui a fare notizia, a bucare il video era la “presunta” colpevolezza. E non, come dovrebbe essere, la presunta innocenza, poi confermata.  

E’ del tutto giusto, come proposto dalle nostre e da altre autorevoli istituzioni, percorrere con decisione la strada della depenalizzazione dell’atto medico, tranne casi particolari, come per altro da tempo in essere nella stragrande maggioranza dei paesi europei.

E questo perché conosco le altre storie di tanti di noi che si addormentano a fatica pensando e ripesando ai fatti di quella denuncia che si trascina da anni. Rivedendo, analizzando e scandagliando quelle ore e spesso quei pochi minuti che hanno portato ad una decisone clinica di cui sentiamo, comunque, tutto il peso dentro. Nonostante un’organizzazione spessissimo inadeguata ed a volte colpevole che necessiterebbe di una riforma di sistema. Argomento centrale di tante iniziative, anche di questo Ordine, forse inascoltate, ma in cui noi crediamo e non ci fermiamo.

E per questo mi hanno colpito le dichiarazioni del nostro collega dopo l’ultima sentenza. Accanto al giusto risentimento, ha subito parlato del suo lavoro e di come vorrebbe migliorarlo.

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