Notiziario dell'Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Brescia – aut. Tribunale di Brescia n. 195/1962

Ragione, religione e amorevolezza. E fragilità

Sacerdote, 94 enne; è stato trasferito da un reparto chirurgico per le complicanze di una procedura che mirava a ottenere uno stato di salute perfetto.

Vive con un vecchio confratello ammalato, con la protezione di un’anziana nipote, che pure non gode di buona salute.

Nonostante le numerose malattie e interventi subiti, è stato completamente autosufficiente fino al momento dell’ospedalizzazione; ora, dopo l’operazione, non lo è più, né probabilmente più lo sarà.

Ogni volta che lo visito, e il tempo me lo permette, lo faccio parlare, lo fa volentieri; nei frequenti colloqui mi colpisce sempre la luce dei suoi occhi e la velocità dell’eloquio che non tradiscono la sua vivacità interiore. È orgoglioso della sua vocazione, dei suoi studi, dell’insegnamento, dell’impegno salesiano. Racconta che nel 1955 con altri 18 padri e 4 suore ha fondato il Centro di Addestramento Professionale nell’istituto di Rieducazione Beccaria di Milano che allora ospitava 277 ragazzi dagli 11 ai 21 anni, a quel tempo maggiore età. “Prima del nostro arrivo il tasso di successo dell’istituto di pena – vale a dire la percentuale di giovani che dopo la reclusione smetteva di delinquere – era del 30%, dopo del 70%; “il sistema educativo dei salesiani si fonda sul trinomio ragione, religione e amorevolezza. Prima la ragione!”.

Cerco di capire il perché il chirurgo gli abbia proposto un intervento che a 94 anni confina col futile, perché si sia spinto così in là non pensando alle possibili conseguenze. Effettivamente mentre parla il paziente non dà l’idea, anche nelle condizioni attuali, di ritenere che la sua salute sia fragile, di uno davanti al quale ci si deve accontentare o quanto meno essere prudenti. Che non sia stata questa combinazione, l’acritica convinzione di essere immortale che incontra l’idea trionfale della scienza che tutto può, a provocare quell’atto chirurgico incauto?

Con ragionevole pessimismo penso che anche in medicina la migliore delle ipotesi mai si avvera, soprattutto nei novantenni.

Loading

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Altri Articoli

Casi clinici

Omicidi

Casi clinici/ A fine visita lascio uscire dalla camera colleghi e infermieri e mi siedo accanto al letto. Comincia a raccontarmi la sua vita.

Continua a leggere »
Casi clinici

Lei e lui

Casi clinici/ Con pazienti come loro devo stare attento, rischio di interessarmi più alle loro storie che alla cattiva digestione.

Continua a leggere »
Casi clinici

Buco

Casi clinici/ Si siede e non sembra malato. È vestito con cura, ha il tono di chi è abituato a parlare senza giri di parole.

Continua a leggere »
Casi clinici

Sapevo tutto

Casi clinici/ Erano una bella coppia, dice, sono stati sempre innamorati. L’incontro per un certificato di disabilità diventa spazio per confidenze inattese.

Continua a leggere »
Casi clinici

Fischio

Casi clinici/ Dopo un intervento alla gola per un tumore maligno, si era convinto che la sua vita fosse al termine. Aveva deciso di andare a morire in quello che considerava il paradiso: la Thailandia.

Continua a leggere »
mappa degli USA con stati blu e stati rossi
Articolo

We do care

La lettera al NEJM dei Minnesota Physicians Voices per proteggere i pazienti immigrati dalle violenze della milizia ICE.

Continua a leggere »
una sala d'aspetto con arredamento barocco
Casi clinici

Visita domiciliare

Casi clinici/ Un paziente in difficoltà, una casa magnifica e soffocante e una visita domiciliare che aiuta a instradare verso la terapia giusta.

Continua a leggere »
Casi clinici

Pietà in corsia

Casi clinici/ La più umile delle mansioni, svolta con pietosa destrezza, da un’operatrice che ha imparato a riconoscere chi non può aspettare.

Continua a leggere »
Casi clinici

Palo santo

Casi clinici/ Una paziente fuori dal comune e un ringraziamento speciale, in grado di scacciare la “mala energia”.

Continua a leggere »
Casi clinici

You had time

Casi clinici/ Quando il tempo per creare un nuovo legame si scontra con la fragilità di un equilibrio troppo precario.

Continua a leggere »
Casi clinici

Miserie maschili

Casi clinici/ Un fastidio che non passa, una scintilla che rimane accesa, e la difficoltà per il medico di ascoltare senza giudicare.

Continua a leggere »
Articolo

America oggi

Un messaggio di impegno civile dai “Doctors for America” per ribadire, in tempi difficili, i valori fondanti della professione.

Continua a leggere »
Casi clinici

Nuda

Casi clinici/ Una donna sola, povera e “matta”, con una profezia destinata ad avverarsi.

Continua a leggere »
Casi clinici

Mascara

Casi clinici/ La vanità umana e la caducità delle cose: spunti di riflessione dalla vita in corsia.

Continua a leggere »
Casi clinici

Incesto

Casi clinici/ Una forma rara di demenza che cambia il segno delle relazioni: quando un rapporto coniugale diventa puro maternage accudente.

Continua a leggere »
Casi clinici

Kukident e ictus

Casi clinici/ Una paziente di 87 anni, la necessità di un intervento di cardiochirurgia, gli interrogativi sui rischi. Con un risvolto finale inatteso.

Continua a leggere »